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Con la Scadenza del Trattato Storico, Nessun Limite Vincolante per gli Arsenali Nucleari Usa-Russia

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Por Thalif Deen

NAZIONI UNITE (IPS) - Con la Scadenza del Trattato Storico, Nessun Limite Vincolante per gli Arsenali Nucleari Usa-Russia

La scadenza, la scorsa settimana, del Trattato sulla riduzione delle armi strategiche nucleari (START) tra Stati Uniti e Russia ha posto fine a un’era storica, suscitando molte speculazioni sui possibili sviluppi.|JAPANESEENGLISH

Il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha affermato che “il 5 febbraio è stato un momento grave per la pace e la sicurezza internazionale”.

“Per la prima volta in più di mezzo secolo”, ha sottolineato, “ci troviamo di fronte a un mondo privo limiti vincolanti per gli arsenali nucleari strategici della Federazione Russa e degli Stati Uniti d’America, i due Stati che possiedono la stragrande maggioranza delle scorte mondiali di armi nucleari”.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha liquidato la scadenza del trattato in modo piuttosto sarcastico quando il mese scorso ha dichiarato al New York Times: “Se scade, scade” e ha definito il trattato in scadenza come “un accordo mal negoziato”.

“Arriveremo a un accordo migliore”, ha promesso, ed ha aggiunto che la Cina, che possiede uno degli arsenali nucleari in più rapida crescita al mondo, “e altre parti” dovrebbero far parte di qualsiasi trattativa sul futuro.

I  cinesi però, secondo il Times, “hanno detto chiaramente di non essere interessati”.

Attualmente, le nove potenze nucleari del mondo sono Stati Uniti, Regno Unito, Russia, Francia e Cina (tutti membri permanenti del Consiglio di sicurezza), più India, Pakistan, Israele e Corea del Nord.

Complessivamente, si stima che possiedano tra le 12.100 e le 12.500 testate nucleari; Russia e Stati Uniti ne possiedono quasi il 90%, mentre tutti e nove stanno attivamente modernizzando i propri arsenali.

Jonathan Granoff, Presidente del Global Security Institute, ha dichiarato a IPS che  “il Trattato START dovrebbe essere prorogato di almeno un anno,  formalmente o no. Sarebbe sufficiente avere un nuovo trattato che includa la Cina, come auspicato dall’amministrazione statunitense? No”.

“Sarebbe ,una soluzione valida quanto l’adempimento di misure legalmente richieste, come l’adesione alla sentenza unanime della Corte internazionale di giustizia (CIG) di negoziare l’eliminazione universale delle armi nucleari o l’adempimento della promessa di disarmo nucleare sancita dall’articolo 6 del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP)? No”.

“Tuttavia”, ha sostenuto Granoff, “non fare nulla equivarrebbe ad affermare che un piccolo passo avanti, facilmente ottenibile ora e in grado di ridurre le minacce, non dovrebbe essere intrapreso perché esistono soluzioni migliori. Ma un modesto passo positivo non è un impedimento a procedere in altre direzioni desiderate”.

“La completa cessazione dello START dimostrerebbe al mondo intero che gli Stati Uniti e la Russia sono diplomaticamente incapaci, e non è accettabile che continuino a tenere l’umanità sotto la minaccia dell’annientamento, con migliaia di armi nucleari pronte al primo utilizzo sopra le teste di tutti senza un’adeguata e ragionevole restrizione”, ha affermato Granoff.

Gli argomenti addotti per sostenere che non si può fare nulla sono inadeguati.

“In primo luogo, gli Stati Uniti sostengono che è necessario un nuovo accordo, un nuovo trattato, per riportare la Cina nell’ambito della moderazione”.

“Un modesto passo avanti, consistente nell’estendere lo START per un anno tramite decreti presidenziali reciprocamente vincolanti mentre sono in corso nuovi negoziati, non impedirebbe la definizione di un nuovo trattato che includerebbe la Cina”.

“In secondo luogo, gli argomenti utilizzati per razionalizzare la nuova corsa agli armamenti non tengono conto di quanto sia folle produrre armi nucleari più precise, efficaci e potenti”, ha dichiarato Granoff.

Guterres ha sottolineato che la dissoluzione di decenni di successi non potrebbe arrivare in un momento peggiore: il rischio che venga effettivamente utilizzata un’arma nucleare è il più alto degli ultimi decenni.

“Eppure, anche in questo momento di incertezza, dobbiamo cercare la speranza. Questa è un’opportunità per riorganizzare e creare un regime di controllo degli armamenti adatto a un contesto in rapida evoluzione”.

“Accolgo con favore il fatto che i Presidenti di entrambi gli Stati abbiano affermato di comprendere l’impatto destabilizzante di una corsa agli armamenti nucleari e la necessità di impedire il ritorno a una proliferazione nucleare incontrollata”.

“Il mondo ora vuole che la Federazione Russa e gli Stati Uniti traducano le parole in azioni. Esorto entrambi gli Stati a tornare al tavolo dei negoziati senza indugio e a concordare un programma che ripristini limiti verificabili, riduca i rischi e rafforzi la sicurezza comune”, ha affermato Guterres.

In una dichiarazione rilasciata la scorsa settimana, i parlamentari per la non proliferazione e il disarmo nucleare (PNND), una rete globale di legislatori che lavorano per realizzare un mondo libero dalle armi nucleari, hanno affermato che l’importanza del nuovo trattato START è difficile da sopravvalutare.

“Dal momento che altri trattati nucleari sono stati abrogati negli ultimi anni, questo è l’unico accordo rimasto, con regole di notifica, ispezione, verifica e conformità al trattato tra Russia e Stati Uniti. Insieme, possiedono l’87% delle armi nucleari mondiali.”

La fine del trattato porrà fine in modo definitivo e allarmante alla restrizione nucleare tra le due potenze. Potrebbe addirittura accelerare la corsa globale agli armamenti nucleari, ha avvertito il PNND.

Questo è stato uno dei motivi principali per cui il 27 gennaio 2026 il Bulletin of Atomic Scientists ha reimpostato l’Orologio dell’Apocalisse, ora a 85 secondi dalla mezzanotte .

L’anno scorso, il co-presidente del PNND, il senatore Markey, ha presentato al Senato degli Stati Uniti una proposta di legge che esortava il governo a negoziare nuovi accordi post-START con Russia e Cina . La proposta è sostenuta da diversi altri senatori e da un disegno di legge correlato alla Camera dei Rappresentanti. Ma sembra essere caduta nell’indifferenza dell’amministrazione Trump.

Granoff, fornendo un’analisi più approfondita, ha dichiarato all’IPS che i dati scientifici chiariscono che una guerra nucleare su vasta scala tra Stati Uniti e Russia annienterebbe l’umanità e che uno scambio nucleare limitato a meno del 2% degli arsenali mondiali riverserebbe nella stratosfera circa 5 milioni di tonnellate di fuliggine, causando miliardi di morti e devastando la civiltà moderna ovunque.

“La realtà ci dice che la presunta necessità di duplicare gli arsenali delle nazioni avversarie non serve il fine della deterrenza. E la realtà rivela anche che  non c’è alcuna differenza significativa tra una nazione che possiede 600 (come la Cina oggi) o oltre 1400 armi nucleari dispiegate, come gli Stati Uniti e la Russia, o 30.000 armi nucleari, come quelle che Russia e Stati Uniti avevano ciascuna al culmine dell’ultima corsa agli armamenti”.

“La realtà è che la devastazione globale di una piccola parte degli arsenali nucleari mondiali sarebbe sicuramente inaccettabile per qualsiasi persona sana di mente. Potremmo dire che la realtà dei fatti ci informa che siamo passati dalla Mutually Assured Distruction (MAD) alla Self-Assured Distruction (SAD). Se uno

 qualsiasi dei 9 stati dotati di armi nucleari dovesse utilizzare centinaia di armi nucleari, quella nazione stessa ne verrebbe devastata. MAD oggi rivela un nuovo acronimo, SAD.”

Nel frattempo, un post sul sito web del Dipartimento di Stato americano recita:

Struttura del trattato: il Trattato tra gli Stati Uniti d’America e la Federazione Russa sulle misure per l’ulteriore riduzione e limitazione delle armi strategiche offensive, noto anche come Nuovo Trattato START, rafforza la sicurezza nazionale degli Stati Uniti imponendo limiti verificabili a tutte le armi nucleari a raggio intercontinentale dispiegate dalla Russia. Gli Stati Uniti e la Federazione Russa avevano concordato di prorogare il trattato fino al 4 febbraio 2026.

Limiti strategici offensivi: il nuovo trattato START è entrato in vigore il 5 febbraio 2011. In base al trattato, gli Stati Uniti e la Federazione Russa avevano sette anni di tempo per rispettare i limiti centrali del trattato sulle armi strategiche offensive (entro il 5 febbraio 2018) e sono quindi obbligati a mantenere tali limiti finché il trattato rimane in vigore.

Limiti aggregati

Sia gli Stati Uniti che la Federazione Russa hanno rispettato i limiti centrali del Nuovo Trattato START entro il 5 febbraio 2018 e da allora sono rimasti a questi livelli o al di sotto. Tali limiti sono:

• 700 missili balistici intercontinentali (ICBM) schierati, missili balistici lanciati da sottomarini (SLBM) schierati e bombardieri pesanti schierati equipaggiati per armamenti nucleari;

• 1.550 testate nucleari su ICBM schierati, SLBM schierati e bombardieri pesanti schierati equipaggiati per armamenti nucleari (ciascun bombardiere pesante viene conteggiato come una testata ai fini di questo limite);

• 800 lanciatori di ICBM schierati e non schierati, lanciatori di SLBM e bombardieri pesanti schierati equipaggiati per armamenti nucleari.

Nota: Questo articolo è stato realizzato da IPS Noram in collaborazione con INPS Japan e Soka Gakkai International in stato consultivo con l’ECOSOC.

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